domenica 29 maggio 2016

Recensione: "Otto sottili fili di fumo", di A. Fabrello


Autore: Anna Fabrello
Titolo: Otto sottili fili di fumo
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice: Lettere animate

Trama:

Un libro fatto di racconti, che come una matrioska racchiude storie nella storia. Una scrittura semplice, metaforica ed evocativa che conduce il lettore in mondi onirici, popolati da creature fantastiche. Esiste un filamento, leggero e trasparente che unisce i fili di fumo dei racconti citati nel titolo, attraverso le pagine di un vecchio quaderno, di una donna e di un ragazzo. Una storia raccontata con uno stile morbido che accompagna il lettore in tutte le pagine, legandolo alla ricerca del piccolo mistero celato in quelle volute di fumo chiaro che escono dalla casa dove una donna è china a bruciare pagine di un vecchio quaderno consunto.

Recensione:

"Otto sottili fili di fumo" è una raccolta di otto racconti. E' un libro breve - appena 126 pagine - quindi si legge in poco tempo.
Il numero di pagine, tra l'altro, mi torna comodo per la Reading Challenge 2016, alla voce numero 9 dell'elenco: "Un libro con meno di 150 pagine". E così arrivo finalmente a meno 9 (su 40) al traguardo (sono indietrissimo ma sempre meglio che niente...)

Immaginate una casetta di mattoni, circondata da un bellissimo giardino fiorito, curato da mani amorose.
Nel caminetto del soggiorno sta bruciando un fuoco. Lì vicino, c'è un'esile figura seduta in poltrona. E' un'anziana signora, Katie Starlight. Ha occhiali dorati calati a metà del naso e occhi azzurrati. 
Sente approssimarsi la sua ultima alba e decide che insieme a lei debbano andarsene tutti i racconti che ha scritto in questi anni. 
Perciò una a una ne butta le pagine nel fuoco.
Lo strapparle è l'occasione di rileggerle e farle conoscere anche a noi...
Fra un racconto e l'altro, continuiamo a conoscere meglio la nostra narratrice e ciò che resta impresso è senz'altro il rapporto con il marito, un amore molto caldo e molto dolce.
Ma non è solo un banale bruciare della carta. Ciò che succede dopo di questo è una piccola magia che vi incanterà...

Delle storie si potrebbe dire che sono racconti sulla ricerca della felicità, dove la magia ha sempre un ruolo e in cui viene dato particolare risalto all'amicizia. 
Quando la storia ha un'ambientazione più indefinita, come in una fiaba, lo stile è prezioso e musicale e ricorda il racconto teatrale di una fiaba. Quando la storia è contemporanea, lo stile è più semplice.
Mi ha colpito, in un particolare racconto, la presenza di un gesto compassionevole nei confronti del personaggio cattivo della storia. Una trovata che ho trovato una piccola perla rara.
Un cenno a parte merita il ruolo della donna come Dea trasformatrice e il risalto particolare dato alla descrizione dei capelli di queste figure, a cui viene affidato il ruolo di rappresentarne l'anima.
Per esempio:
"A sentire quelle parole Zefiro s'inchinò e le carezzò la massa voluminosa di capelli castani come la corteccia delle più belle querce secolari."

La lettura procede facile e scorrevole.

La caratterizzazione della donna che ha scritto i racconti come nonnina delle fiabe, collocata in un luogo e in un tempo indefiniti, all'inizio mi ha fatto pensare che le storie fossero racconti della sua vita, suoi ricordi. Quindi lì per lì mi sono chiesta se le storie parlassero di lei. Poi ho capito che erano proprio racconti, scritti da lei. 
In ogni caso questo piccolo attimo di disorientamento non ha minato la bellezza del libro.

Consiglio questo libro a chi ha delle preoccupazioni e ha bisogno di una coccola per l'anima, di sentirsi circondato dal calore di un nido, a chi ha ancora bisogno delle favole della buonanotte. A chi ha semplicemente bisogno di una carezza all'anima.

Vi anticipo che riparleremo presto di "Otto sottili fili di fumo". Vorrei fare due chiacchiere con l'autrice, quindi ci ritroveremo presto per un caffè virtuale e quella che in gergo si chiama pomposamente "intervista con l'autrice"... Anna Fabrello!

A presto!

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