giovedì 7 gennaio 2016

Reading Challenge 2016: "Moonlight Shadow", di B. Yoshimoto

Una delle sorprese più carine di questo Natale, è stato il regalo di un'amica blogger: un buono Amazon. Mi sono data subito alle scorribande sul sito, cercando offerte di ebook. 
Quando ho visto questo, ho deciso che era ora di provare un libro di Banana Yoshimoto.
M'incuriosiva ma ero sempre stata diffidente nei suoi confronti, il perchè non lo so.
Ho fatto caso poi, a Challenge iniziata, che aveva solo 38 pagine e che quindi era perfetto per la voce dell'elenco: "Un libro che puoi finire di leggere in un giorno".
Fa parte di una simpatica collana di brevi letture digitali della Feltrinelli, letture Flash, per chi ama leggere ma ha poco tempo.



Trama:

C'è un giorno, un giorno soltanto, in cui in condizioni particolari è possibile rivedere i propri cari defunti. Dicono che qualcuno è pure in grado di sentirli e parlar loro. Che sia possibile per Satsuki, che non riesce in alcun modo a scordare il ragazzo perduto, e Hiiragi, che per ricordare Yumiko ne indossa tutti i giorni la divisa alla marinara? La misteriosa Urara, che intuisce i numeri di telefono delle persone al primo sguardo, ne sembra convinta. (Tratto da Kitchen)

Recensione:

Nella sinossi di questo racconto si dice che è tratto da Kitchen, un libro dell'autrice pubblicato in Italia nel 1991 e che è diventato un caso letterario.
(... Purtroppo però non so dire in che modo sia tratto da Kitchen, perchè sono andata a leggermi la trama del romanzo e non ho trovato collegamenti con quella di questo racconto)

I protagonisti della storia sono Satsuki e Hiiragi.
Satsuki è una ragazza di vent'anni, che ha appena perso il ragazzo che amava, Hitoshi, conosciuto al liceo.

"Adesso posso gridarlo forte.
Ma che razza di Dio sei? Amavo Hitoshi più della mia vita."

Di lei conosciamo solo lo straziante dolore, che minaccia di annientarla, per la perdita del suo amore. Teme il sonno. Quasi non mangia.
Per farsi venire sonno e per bruciare quel dolore che minaccia di soffocarla, prende l'abitudine di andare a correre all'alba. 

"Ferma così, in quell'aria cristallina e pungente, mi sembrava di stare in un luogo un pò più vicino alla morte. Solo in quello scenario severo e limpido, di una solitudine desolata, riuscivo a sentirmi a mio agio."

Il dolore che Satsuki trasmette riesce ad essere straziante e delicato allo stesso tempo. Nonostante la sua forza, non la travolge mai. Si può dire più che la consumi come si consuma una candela. Terribile, certo, ma con una sorta di nobile compostezza.
Con lei, a vivere una perdita simile, c'è Hiiragi, il fratello del suo innamorato perduto, Hitoshi.
Hiiragi ha diciotto anni e ha perso la sua fidanzata, Yumiko, nello stesso incidente d'auto in cui Hitoshi ha perso la vita.
Hiiragi è un giovane di bell'aspetto, dotato di una stilla di eccentricità e di una speciale gentilezza.
Il suo modo di soffrire, infatti, consiste nell'indossare la divisa scolastica della fidanzata scomparsa. Una divisa con la gonna.
Satsuki affronta l'argomento con tatto. I due si trovano a vivere insieme la perdita, a starsi vicini,  affettuosamente, come si può fare fra due fratelli.

"Hiiragi, fino a quando hai intenzione di metterti quella divisa?", gli chiesi.
"Non so", rispose incupendosi un pò.
"Ma la gente non ti dice niente? A scuola non chiacchierano su di te?"
"No, sai," disse lui, "c'è una comprensione incredibile, in particolar modo le ragazze sono molto carine con me."

In effetti il dolore di Hiiragi, pur con l'eccentricità dell'indossare una gonna, suscita più tenerezza e rispetto che ilarità.

Un giorno, durante una delle sue corse all'alba, Satsuki incontra una ragazza misteriosa e un pò magica, Urara, che le racconta di questa magìa possibile forse una volta ogni cento anni e solo se si verificano le giuste condizioni: poter rivedere i propri cari defunti.
E sarà questo a determinare l'evoluzione del racconto.

Il racconto è ambientato (credo) in Giappone, anche se nessuna città in particolare viene citata. La sua ambientazione vede principalmente la campagna in cui vive Satsuki, e lambisce la città, con qualche locale per giovani studenti in cui a volte Satsuki e Hiiragi vanno a mangiare qualcosa.
Il cuore pulsante di questo ambiente sembra essere il luogo dell'incidente, nel centro cittadino, da cui ci si tiene delicatamente lontani salvo un solo, difficile, incontro e ricordo.

Il dolore di Satsuki mi ha lasciato un'impressione forte. Quello di Hiiragi, nonostante l'eccentricità, un senso di dignità e rispetto. 

Sullo stile, concordo con una frase che ho letto su Amazon nella sinossi di Kitchen: "un linguaggio che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga".
Io non sono certo un'esperta di fumetti ma, persino io che li conosco poco, ho avuto la netta impressione di stare in una creazione letteraria ispirata ai fumetti manga.
Visto il ridottissimo numero di pagine e la sua scrittura semplice e leggera, si legge in breve tempo.
Lo consiglio agli amanti del genere dei fumetti manga che vogliono provare una variazione sul tema e a chiunque desideri leggere una storia delicata e sentimentale.

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