sabato 25 luglio 2015

Recensione: "Amore, cucina e curry" di Richard C. Morais


E anche il terzo libro per la sfida è andato! :-) Come sempre, prima riepilogo la sfida di lettura a tema per l'estate a cui sto partecipando e poi la recensione :-)

La sfida si chiama "Summer Themed Reading Challenge", durerà tutta l'estate, ci sarà un tema di lettura al mese ed è stata lanciata con un evento su Facebook da questi tre blog:


Tra l'altro ve li consiglio se siete in cerca di dritte sui libri da leggere perchè sono molto attivi, con blog, recensioni, rubriche, novità del settore e per l'entusiasmo che trasmettono per la lettura :-)

Ad ogni modo, tornando alla sfida :-) Per questo mese il blog "Leggendo Romance" ha lanciato il tema "Amore", due libri li ho già letti e ora ecco il terzo :-)

Quindi via con la recensione :-)

Autore:                              Richard C. Morais
Titolo:                               Amore, cucina e curry
Casa Editrice:                   Neri Pozza Editore
Anno di pubblicazione:    2010
Pagine:                              274

Trama:

Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Roas a Bombay. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. 
E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando sberle sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti.
Naturale che quando l'intera famiglia Haji, i sei figli di età compresa tra i cinque e i diciannove anni, il grande Abbas, la nonna vedova, la zia e suo marito, lo zio Mayur, si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas.
Peccato che il ristorante abbia di fronte un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, il salice piangente. Peccato poi che la proprietaria del locale, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco, sostenendo che un albergo come il suo non può avere dall'altra parte della strada un bistrò indiano che spande la puzza di cibi unti per tutto il vicinato!

Recensione:

"Io, Hassan Haji, secondogenito di sei figli, sono nato sopra il ristorante di mio nonno, in Napean Sea Road..."

Comincia così la storia di Hassan, il piccolo ragazzo indiano che fin da subito sentiamo vicino, che ci parla come un amico. Hassan ama la sua famiglia, di un amore pieno e vibrante, e questo arriva al lettore con la precisione di una freccia d'oro, lanciata dritta nel cuore di chi legge....
Ogni componente della famiglia è descritto con pochi, efficaci tratti, e arriva al lettore. 
Ma la figura che spicca di più è il padre di Hassan, Papa nella loro lingua, Abbas.

Lasciamolo descrivere ad Hassan, in questo affresco diretto, per certi versi impietoso, ma evidentemente pieno d'amore...

"Insomma, Papa era un uomo dai grandi appetiti. Grasso ma alto per essere un indiano, con il suo metro e ottanta, viso paffuto, capelli ricci e folti baffi impomatati. E vestiva sempre in modo tradizionale, con il kurta sopra i pantaloni.
Ma non lo si poteva certo definire un uomo raffinato. 
Come tutti i musulmani, mangiava con le mani, o meglio con la mano destra, tenendo la sinistra appoggiata sulle gambe, Però, invece di portarsi decorosamente il cibo alla bocca, tuffava la testa nel piatto e s'ingozzava di montone unto e di riso come se fosse stato l'ultimo pasto della sua vita. E mentre mangiava, sudava come un caprone e sotto le ascelle gli comparivano chiazze grandi come piatti. Quando infine sollevava la testa dal cibo, aveva uno sguardo vitreo da avvinazzato, e tracce di sugo arancione su mento e guance.
Gli volevo molto bene, anche se devo ammettere che non era un bello spettacolo.
[...] Eppure era impossibile non ammirarlo, per il carisma e la determinazione che si celavano dietro la sua implacabile volontà."

(p. 17)

Dopo l'inizio in India, in seguito ai disordini scoppiati nel paese, la famiglia viaggia in Europa, alla scoperta dei sapori della cucina europea, e infine si stabilisce in Francia, dove aprono un nuovo ristorante... e cominciano i problemi. E decolla la storia.

Di fronte al ristorante indiano sta un ristorante francese stellato, guidato dall'inflessibile Gertrude Mallory, la quale si ritiene depositaria della sofisticata tradizione culinaria francese e non vede di buon occhio nulla dei suoi dirimpettai indiani.
I due ristoranti, schieramenti guidati per l'India da Papa Abbas e per la Francia da Madame Mallory, cominciano a farsi una guerra spietata.

Ma tutto cambia quando una sera Madame Mallory, con il solo scopo di trovare un motivo per inviare loro un ispettore d'igiene o qualsiasi disgrazia possibile, va a cena dai suoi concorrenti indiani......

Madame Mallory inghiottì una forchettata di yogurt, riso, okra e pesce. "L'ispettore sanitario sarà qui a giorni. [...]"
Ma non finì la frase. Guardò verso il piatto e aggrottò la fronte. Prese un'altra forchettata, masticando piano, per lasciare che i sapori le avvolgessero la lingua. [...]
Madame Mallory tremò e scosse la testa incredula.
Prese un'altra forchettata. Ma adesso ogni incertezza, ogni speranza erano svaniti, e lei era rimasta con la terribile verità.
Era lì. Incontrovertibile.
Madame Mallory lasciò cadere la forchetta. "Ah, non, non, non" si lamentò. [...]
"Lui ce l'ha" mormorò "Lui ce l'ha".
"Cosa? Lui ha cosa? Chi ha cosa?"
[...] "Talento." disse con il tovagliolo davanti alla bocca. "Il talento non s'insegna. Quel ragazzetto indiano pelle e ossa possiede quel dono misterioso che capita una sola volta per generazione. Non capisce? E' uno di quei rari chef che sono semplicemente nati così. E' un artista. Un grande artista."

(p. 110-111)

Ed è da quel momento che comincia il cammino del giovane Hassan nel mondo della cucina... un cammino che, come predetto da Madame Mallory, lo porterà lontano.

Tanto per dare un'idea dell'alta ucina in cui Hassan si cimenta, ecco un piatto cucinato in ricordo dell'amico Paul Verdun, un grande Chef, per una cena in suo ricordo, "La Pernice di Paul in gramaglie":

"La Pernice di Paul in gramaglie" - così avevo battezzato il piatto - era il pezzo forte della serata, come scrissero i giornali l'indomani. [...]
Il piatto che aveva reso famoso lo chef Verdun trent'anni prima era la poularde Alexandre Dumas. Paul farciva la cavità del pollo con porri e carote tagliati a julienne, poi incideva chirurgicamente la pelle del volatile per infilarvi con cura delle fettine di tartufo. E quando il pollo arrostiva in forno, il tartufo e il grasso si fondevano e le loro essenze permeavano la carne, lasciando un gusto squisitamente terroso. [...]
Quella sera, per rendere omaggio a Paul, presi le tecniche di base della sua poularde e le applicai alla pernice [...] Al posto dei legùmes alla julienne, per farcire le pernici usai albicocche glassate, e con le fettine di tartufo nero i volatili sembravano vestiti per un funerale vittoriano, da cui il nome. 
Il mio sommelier ebbe l'ispirazione di accompagnarle con un Cotés du Rhone Cuvée Romaine del 1996, un vino rosso che sapeva di cani ansimanti che puntavano la preda nella vegetazione lussureggiante di una caccia estiva...

Ma non sarà solo un cammino nel mondo della cucina bensì nella vita. Fra duro lavoro, amori, grandi dolori, solide amicizie... Un cammino pieno di emozioni. Raccontato in modo semplice e intimo.
Ci si affeziona ad Hassan, il personaggio sembra vero e un amico ed è difficile lasciarlo, alla fine.

E' un romanzo bellissimo e ricco, eppure... vola. Ricco ma narrato in modo leggero per il lettore, per questo scorre in fretta.

Consigliato a chi vuole provare emozioni, a chi ama la propria famiglia, a chi ama la cucina, a chi ama i romanzi belli che scorrono facilmente.

Consigliatissimo. Voto: 8.

Dal libro è stato tratto anche un film: "Madame Mallory e il piccolo chef indiano".

4 commenti:

  1. Siamo noi che ti ringraziamo per la partecipazione! E anche per i libri interessanti che presenti ^^

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  2. Ho visto il film e mi è strapiaciuto!!

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    1. ... io devo ancora vederlo ma non vedo l'ora! :-) grazie della visita!:-)

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